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Norm Stockton - Sushi... bass notes

Scritto da Roberto Fasciani. Postato in International Artists

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Norm Stockton
Sushi... bass notes

 

Abbiamo avuto modo di incontrare, presso la chiesa cristiana evangelica Ministero per Giovani a Roma, un bassista non ancora molto conosciuto in Italia ma con una certa fama nel resto del mondo: Norm Stockton, americano di origini giapponesi, che ha tenuto una clinic intrattenendo per quasi tre ore e mezza un pubblico purtroppo poco numeroso, ma molto interessato e partecipativo, una lezione per i pochi eletti che ha reso il pomeriggio molto interessante.
Nonostante la possibilità di assistere (gratis!) alla clinic e il valore dell'evento (sia per la caratura di Norm, sia per gli argomenti trattati), alla fine ha vinto la pigrizia (pioveva) e soprattutto la dipendenza tipica dell’italiano medio per il calcio (c'era una partita di campionato; evento tra l'altro che capita centinaia di volte all'anno tutti gli anni, al contrario del seminario).
E' strano che la gente preferisca vivere di riflesso passioni altrui invece che essere protagonisti delle proprie. NORM_STOCKTON_

Norm Stockton è un bassista che ha collaborato con molti artisti, ricordiamo tra i tanti Lincoln Brewster, Rob Mullins (The Crusaders), il collega Dominique Di Piazza, Vicky Beeching e Bryan Duncan. Ha pubblicato due dischi solisti, “Pondering the Sushi” e “Tea in the Typhoon” in cui hanno partecipato star della musica come Gregg Bissonette, John Patitucci e Michael Manring; album di ottima fattura sia per i brani che per la produzione (curata dallo stesso Norm), non solo musica jazz ma la “sua” musica!
Grazie a tutto questo Norm è considerato uno dei migliori bassisti in circolazione. Inoltre è un clinician di alto livello, e con i suoi seminari gira tutto il mondo per aiutare chi vuole diventare un musicista migliore. Ha pubblicato quattro metodi didattici raccolti sotto il titolo di “Grooving for Heaven” ed è endorser delle marche Gallien-Krueger per gli amplificatori e dei bassi MTD, distribuiti in Italia dalla Master Music che ha patrocinato l'evento.
E' attivissimo nel mondo della musica cristiana e spesso è in tour, soprattutto negli States, come bassista della band di Lincoln Brewster.

Durante questo particolare evento abbiamo avuto anche un gradito ospite: Mario Guarini, collega di Norm per gli endorsement MTD e Gallien-Krueger e bassista di livello (intervistato da Guitar-nBass.com  durante un incontro di qualche mese fa) che, insieme a Mr. Stockton, ha duettato su dei brani scritti dallo stesso Norm.

??Prima di tutto volevo dire che la tua clinic è stata veramente interessante: non è facile trovare un musicista che spende molto tempo a discutere col pubblico del ruolo del basso in una band, dalle basi fino agli spunti più approfonditi. Spesso ci troviamo di fronte a una lunga serie di dimostrazioni virtuose senza capirne il senso pratico... per non parlare della difficoltà non alla portata di tutti! Invece ho apprezzato moltissimo la tua cura nello spiegarci i concetti basilari, utili a bassisti di tutti i livelli.
??Grazie, lo apprezzo molto e sono contento che siate venuti!

??Partiamo dall'inizio: come hai scoperto la musica?
??Ho iniziato presto con lezioni di pianoforte spinto dai miei genitori, ma non mi piaceva molto. Mio fratello e mia sorella erano dei piccoli geni musicali alla chitarra classica e pianoforte, così ero molto intimidito nei loro confronti. Ascoltando i Beatles scoprii che le linee di basso di Paul McCartney erano fantastiche, melodiche e innovative. Così presi la chitarra classica e iniziai a riprodurle fino a che, un mese più tardi, comprai il mio primo basso.

??Hai altri bassisti che ti hanno ispirato, oltre a McCartney?
??Assolutamente, e molti. Dipende dalla musica che ascolto al momento. Il mio primo eroe è stato McCartney, poi Geddy Lee dei Rush, Dave Hope dei Kansas, Steve Harris ecc. Anni dopo scoprii Marcus Miller, uno dei miei preferiti in assoluto, Victor Wooten, Nathan East, Neil Stubenhaus, Brian Bromberg, John Patitucci... magari gli stessi che piacciono a te! Comunque i miei miti sono i musicisti che mi emozionano; poi ho cominciato ad apprezzare anche cantanti e altri strumentisti.

??Hai qualche disco che ti ha cambiato la vita?
??Si, ne devo scegliere qualcuno dato che sono tanti! Sicuramente “A hard day's night” e “Help!” dei Beatles, poi “Permanent Waves” dei Rush (a dirla tutta adoro tutti i loro dischi), il primo disco di Marcus Miller, “Healing the wounds” dei Crusaders, “Beneath the mask” della Chick Corea Electric Band e, come moltissimi, “A kind of blue” di Miles Davis.

??Ok, spiegaci come componi la tua musica.
??Beh, ho modi diversi per comporre, ma quello che cerco sempre di fare è di non usare il basso: intendo dire che in questo modo ricadrei nei soliti patterns e soluzioni che mi sono più familiari, e le canzoni potrebbero risultare troppo simili tra loro; invece voglio che la mia musica sia la più varia possibile. Quando mi trovo in giro capita che mi canticchio una melodia e con un piccolo registratore che porto sempre con me la registro. Aspetto che la musica si formi nella mia mente e me la appunto in questo modo!
Col tempo accumulo una grande quantità di temi e grooves, così inizio ad assemblare tutto quanto. Il mio ultimo disco “Tea in the typhoon” è nato così, molte delle canzoni sono vecchie di anni...
Però utilizzo solo le idee che a distanza di tempo mi piacciono ancora, cioè quelle che ritengo più valide.

??Quindi aspetti che le canzoni vengano fuori da sole al momento giusto.
??Esattamente! E' proprio così

??Parliamo ora del tuo metodo didattico “The Art of Groove”: quali sono i concetti basilari espressi nel metodo?
??“The Art of Groove” è il terzo volume della mia serie di video didattici “Groove for Heaven” e si concentra sulla cooperazione tra basso e batteria. Ho creato una specie di vocabolario col quale i due strumenti comunicano, e nella clinic di oggi ho spiegato molte delle cose presenti nel dvd. La cosa più importante è considerare basso e batteria come un'unità invece che come due strumenti differenti, cosa fondamentale per fornire una solida base ritmica alla canzone. Nel libro sono presenti esempi in vari stili musicali, dal funk all'hip hop e dal rock al latin; cerco di spiegare qual è la cosa che rende funk o rock una canzone insomma... Inoltre è importante capire, per un bassista, cosa fa la batteria e viceversa, così possono interagire tra di loro come se fossero una cosa sola; tratto tutti gli aspetti sottili che vanno oltre la semplice esecuzione di un groove, quello che c'è dietro le note.

??Qual è la tua idea di groove, cosa significa per te questa parola?
??Musicalmente parlando il groove è la cosa più importante della canzone e ho avuto questa realizzazione anni dopo che avevo iniziato a suonare. Inizialmente non avevo molto interesse per il groove, ma da quando ho capito la sua importanza è diventato la mia preoccupazione principale, in modo da rendere solida la ritmica e servire al meglio la voce e la canzone in generale; allora il brano funziona.
E' una questione di ruoli, ogni musicista deve sapere come deve comportarsi in una band, tutto il resto viene dopo.

??E invece in “Pondering the Technique” tratti gli aspetti più pirotecnici del basso... il problema che può nascere è quello di suonare cose fini a sé stesse se suoniamo in modo troppo virtuoso; tu come ti regoli, come ti destreggi tra lo “shredding” e il mantenimento del groove?
??Secondo me il modo migliore è quello di indirizzare la tecnica verso la musica invece del contrario. Può capitare di ascoltare un album di un bassista e scopri che la canzone gira attorno al suo giro di basso suonato in modo molto tecnico, ma dopo un po’ di brani del genere ti puoi annoiare, non ti emozioni. Io cerco di sentire se il brano ha bisogno di una certa tecnica e se devo utilizzare ad esempio il tapping perchè il brano così suona meglio allora lo faccio.

??Quindi è come se la canzone stessa ti dicesse cosa devi suonare!
??Esatto, provo ad aiutare la canzone in questo senso. Nella mia versione di “Star Spangled Banner” uso varie tecniche non per farmi dire quanto sono bravo ma perchè voglio che la gente ascolti l'inno nazionale americano con le sue dinamiche, i suoi momenti diversi. Di qui mi regolo con le tecniche che mi servono, lasciandomi guidare dall'emozione che il brano mi suscita.

??Cosa pensi dell'utilizzo odierno di internet per la musica? Ci sono aspetti buoni e altri meno buoni...
??Devo dire che internet ha una grossa importanza per me, rende tutto il mondo come il nostro quartiere. Per esempio grazie a internet sono diventato amico del qui presente Mario Guarini!
La facilità col quale possiamo avere contatti col resto del mondo è un'ottima cosa, ho fan addirittura in Australie e Nuova Zelanda! Vivere il mondo come una comunità è positivo. L'altra faccia, quella cattiva, è che secondo molti la musica dovrebbe essere gratis per tutti; è un argomento delicato ma tutti sappiamo che essere un musicista vuol dire spendere molti soldi per l'attrezzatura, registrare dischi, pagare i turnisti ecc...
Nel mio disco hanno collaborato grandi musicisti, ho voluto essere in grado di pagarli perchè è un riconoscimento per il loro lavoro. Costa molto fare un disco! Nel mondo moltissime persone scaricano gratis le cose, ma continuando a fare così non diventeranno mai artisti se non capiscono cosa c'è dietro l'essere musicista. E' bello sapere che nel mondo ci sono persone che seguono la tua musica, ma è brutto sapere che se ne approfittano scaricando il tuo disco. Non mi lamento troppo ma comunque questa è una realtà.

??Hai un approccio molto spirituale nella vita (Norm è cristiano evangelico, ndr): come si riflette questo nella tua musica?
??E' una domanda interessante... beh, anni fa scrivevo per una rivista chiamata Christian Musicians Magazine e intervistai John Patitucci (anche lui cristiano evangelico). Quando gli chiesi com'era per lui suonare in una chiesa o con Wayne Shorter lui mi disse una cosa veramente interessante: a parte le differenze stilistiche, è la stessa cosa. Per lui suonare è omaggiare il dono della musica che Dio gli ha fornito, quindi la cosa non cambia. Anche per Abe Laboriel suonare è una celebrazione. Per me è esattamente lo stesso, se suono in un club o in una clinic sento sempre questa percezione verticale (verso l'alto) di ringraziamento verso Dio per quello che ha fatto per me. Non ho mai cercato Dio, invece ho sentito che è stato lui a trovare me. Da un certo punto di vista non è religione, è relationship. Anche secondo me ho ricevuto un dono, quindi tutto non si riferisce a me ma a Lui.

??Quindi ti senti come un tramite per la musica.
??Si, assolutamente.

??Parliamo della tua attrezzatura. Come ti trovi con i bassi MTD e gli amplificatori Gallien-Krueger?
??Suono con bassi MTD dal 1987 e ne sono felicissimo, inoltre ho anche la fortuna di rappresentare questa marca in quanto endorser. Il basso che ho usato oggi, un MTD 535, è il mio preferito; nella mia vita ne ho provati molti e mi sono fermato a questo, ormai sono più di 10 anni che lo uso... Quando suono con Lincoln Brewster invece suono con un MTD J5. I bassi MTD sono fantastici, posso fare cose che con gli altri non potrei fare. Uso amplificatori Gallien-Krueger da 5 anni e sono incredibili, inoltre sono molto complementari con MTD; le due marche sembrano fatte apposta per stare insieme, le casse sfruttano al massimo le qualità dei bassi. Amo molto le casse NEO, sono molto chiare, trasparenti, e hanno una risposta sulle frequenze veramente ottima, una pulizia di suono unica. E poi sono molto leggere!
I coni della cassa NEO che uso sono da 12”, anche se di solito per i bassi si usano coni da 10”; la cosa buona è che se uso un basso con i tasti o un fretless questi coni fanno un grande lavoro sulle medie, e li preferisco quindi ai coni da 10”.
Gallien-Krueger ha un ottimo rapporto qualità/prezzo; puoi spendere molto per un amplificazione ma poi capita che non rende come ti aspetti... Credo molto in questi marchi e sono lieto di utilizzarli.

??Utilizzi anche effetti?
??Utilizzo effetti Aguilar, soprattutto con Lincoln; è musica rock, con un suono di batteria ampio, chitarre potenti, loops ecc., quindi il mio suono deve essere compresso e un pò sporco. Uso un compressore a pedale Aguilar TLC e un preamp Aguilar Tone Hammer con il basso MTD J5 utilizzato con elettronica attiva (ma posso anche switcharlo in passivo) in modo da avere un suono caldo e sporco quanto basta per il rock.

??Cose ne pensi dell'ear training? Credo sia fondamentale per la musica sviluppare al massimo il proprio orecchio, ma non sempre è un argomento trattato a dovere… a mio avviso.
??Sono d'accordo con te, credo sia di grande importanza e infatti con i miei allievi ne discuto molto. Anche durante la clinic con Andre de Franca (il batterista/ traduttore che lo accompagnava, ndr) quando cambiavamo continuamente il groove facevamo un gran lavoro di ear training, ascoltandoci a vicenda e modificando il mood.
Nei miei dvd parlo molto di ear training, lo divido in armonico (riconoscimento di scale, intervalli, accordi) e ritmico (interagire con la batteria). Sono due aspetti fondamentali per suonare in sintonia. Anche quando con Mario suonavamo la jam session ci ascoltavamo molto e ognuno rispondeva all'altro.

??A Los Angeles lavori molto da turnista o fai anche delle collaborazioni con altri musicisti?
??Beh, con Lincoln faccio un lavoro molto legato a produttori e live, ma ora sto tentando di fare di più collaborazioni anche grazie a internet: spedisco il file wave ai musicisti, loro mi rimandano le proprie tracce e così costruiamo insieme i brani.
Lavoro molto con Tom Brooks, un produttore di Orange County in California (dove vivo) e facciamo varie cose, dal funk fino ai gospel. In questi ultimi tempi anche molto rock.

??NORM_STOCKTONSuoni anche nei gospel nella tua chiesa?
??Nella mia chiesa non molto, facciamo più che altro musica più vicina ai miei gusti, una specie di fusion... I gospel li suonavo a San Diego quando facevo parte della band di una chiesa, in maniera molto funky a dire la verità!

??Nel tuo disco “Tea in the Typhoon” hai utilizzato le tracce di basso di riferimento (cioè quelle che spedivi ai musicisti) oppure ri-registravi il basso dopo che loro ti rimandavano indietro le proprie tracce?
??La maggior parte delle volte le risuono, in quanto produttore posso rimpiazzare tutte le tracce che voglio! Nella pre-produzione utilizzo virtual instruments (software come Addictive Drums) e poi suono melodie e accordi. Quando ho tutte le tracce magari rimpiazzo gli accordi che avevo suonato col basso a 7 corde con un piano vero, e così via. Man mano che le canzoni prendono forma decido al meglio cosa serve. Alla fine del lavoro vedo se c'è bisogno che registri di nuovo le mie parti, ma se le prime suonano bene per feeling e suono allora le tengo, magari aggiungendo overdubs; diciamo 50 e 50!

??Nel tuo disco il suono del basso è sempre molto omogeneo; qual è il segreto per avere lo stesso suono quando fai overdubs su delle tracce precedentemente registrate?
??Corde nuove!!!

??Un'ultima domanda: quando verrai in Italia per concerti?
??Sarebbe bellissimo, questa è la prima volta che vengo in Italia e sono rimasto molto colpito. Oggi sono stato al Colosseo col mio amico Marco Di Giacomo e sono rimasto senza parole... incredibile! Inoltre mia moglie è di origine italiana e mi sento legato alla vostra cultura... ho molte ragioni per tornare!

??Un saluto agli amici di Guitar-nbass.com?
? Grazie per avermi ospitato, il vostro progetto on line è molto interessante e sulla strada giusta, il futuro/presente è di internet! Spero di rivedervi presto.
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