"Ciao Pino, Re della chitarra blues!"

Scritto da Redazione. Postato in Reportage

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"La sua vita appesa a un filo", queste le parole del cardiologo dell’artista partenopeo.
"Ha aspettato l'ambulanza 30 minuti" ma monta già la polemica sul perché il trasferimento a Roma

Pino-Daniele

Pino Daniele è giunto a Roma domenica notte all’ospedale Sant’Eugenio già in gravissime condizioni, aveva da poco avuto un malore mentre si trovava nella sua casa di campagna a Magliano, in provincia di Grosseto, ed era quindi stato trasportato in ospedale a Roma. Il prossimo 19 marzo avrebbe compiuto 60 anni. Il direttore generale della Asl di Roma, Carlo Saitto, ha detto che al momento in cui il cantante è arrivato all’ospedale Sant’Eugenio a Roma era già in gravi condizioni ed è stato sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria, ma dopo pochi minuti, intorno alle 22:45, è morto. I funerali saranno celebrati mercoledì mattina a Roma, al Santuario del Divino Amore. È stato scelto il santuario - spiega padre Renzo, il sacerdote amico di famiglia che officerà la messa - perché è molto grande e può accogliere numerose persone. Conoscevo Pino Daniele da tempo, ho anche sposato il figlio". La decisione ha scatenato le proteste dei fan partenopei che hanno aperto su Facebook una pagina sull'argomento dal titolo 'Vogliamo a Napoli i funerali di Pino Daniele'. Ma la famiglia ha spiegato: "Abbiamo scelto Roma perché noi figli siamo nati e viviamo qui". In serata è stato reso noto che il corpo dell'artista sarà cremato, ma la famiglia ha deciso che, prima della sepoltura, le ceneri saranno portate a Napoli perché la cittadinanza possa dare al bluesman il suo ultimo ideale abbraccio. E' probabile che l'urna sarà posta, quindi, in un luogo simbolo della città partenopea. Pino Daniele dovrebbe essere sepolto nel cimitero di Talamone (Grosseto).

Ed ora è polemica anche sul tempo impiegato dall'ambulanza per raggiungere il casale toscano in cui viveva Pino Daniele e sulla scelta del trasferimento a Roma. Il suo medico parla di mezz'ora di attesa, ma i sanitari smentiscono mentre i familiari fanno sapere che il cantante avrebbe preferito farsi portare a Roma e raggiungere il suo medico.

''La sua vita era appesa a un filo, e lui lo sapeva bene'', dichiara Achille Gaspardone, il cardiologo che ormai da molti anni aveva in cura Pino Daniele. A darne la notizia su Instagram è stato Eros Ramazzotti, all'alba. "Anche Pino ci ha lasciato - scrive il cantante -. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo". La conferma è poi venuta dal suo manager Ferdinando Salzano e da sua figlia Sara, che ha parlato di un “momento terribile” per la famiglia, mentre lo stesso Gaspardone puntualizza che lo stesso artista, pur di non aspettare i 30 minuti previsti per l’ambulanza, avrebbe deciso di non aspettare i sanitari e di andare a Roma, dove era in cura. Forse il tragitto si è rivelato fatale, quella casa nella maremma Toscana era troppo lontana dal quartiere Eur a sud della Capitale dove si trova il Sant'Eugenio.

Pino aveva una gravissima malattia alle coronarie da 27 anni, una patologia che era stata trattata e che si era potuta portare avanti grazie ad interventi di angioplastica e che non lasciava scampo all’artista partenopeo. Gli erano stati effettuati ben 4 interventi di angioplastica nel tempo. Purtroppo, sono le parole del suo medico, ''la fine non è stata una sorpresa, ma proprio grazie agli interventi e procedure effettuati ha potuto vivere fino alla soglia dei sessanta anni''.

"Back home... in viaggio per casa". Questo l'ultimo messaggio postato da Pino Daniele lo scorso 1° gennaio, dopo il concerto a Courmayeur per il Capodanno di RaiUno.


Pino Daniele nasce a Napoli il 19 marzo 1955, aveva iniziato a fare musica con il gruppo “Batracomiomachia” molto giovane e nel 1975 era passato a collaborare con diversi gruppi musicali e cantanti, accompagnandoli nei loro tour. Nel 1977 aveva pubblicato il suo primo disco, con numerosi riferimenti alla cultura popolare napoletana e alla sua musica, ma anche con suoni pop molto contemporanei e attenzioni alla musica americana: ottennero un notevole successo le canzoni “Napule è” e “Na tazzulella ‘e cafè”. Grazie ai risultati del primo disco, negli anni seguenti Pino Daniele ne pubblicò altri tre con molte influenze e richiami al blues, al rock e al jazz. Nel 1981 al suo primo grande concerto in piazza del Plebiscito a Napoli parteciparono oltre 200mila persone; negli anni divenne uno dei cantautori italiani più conosciuti e apprezzati.

Pino Daniele ebbe poi molti altri successi, anche internazionali (e suonò nel 1980 prima del concerto di Bob Marley a Milano). Avviò poi diverse collaborazioni con Jovanotti, Eros Ramazzotti e ideò nell’estate del 2002 una serie di concerti insieme a Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron. Lo scorso anno aveva ripreso a fare concerti con il tour “Nero a metà”.

Nel suo Grande libro del rock, Massimo Cotto lo aveva raccontato così:
1955 – nasce a Napoli Pino Daniele, una delle figure centrali nella rinascita e nel rinnovamento della musica napoletana. Nero a metà, come da autocertificazione, Pino ha unito la negritudine del blues (inteso anche come stato d’animo di uomo mai felice, mai sereno, sempre temporalesco, sempre sul punto di piovere o fare tempesta) alle radici partenopee, coltivate e innaffiate fin dai tempi di Napoli Centrale con James Senese e fin dall’album d’esordio Terra mia. A diciotto anni ha scritto il suo capolavoro, Napule è, con quella semplicità d’immagini che è tipica di chi non ha nulla da perdere, incoscienza e pochi pesi nella borsa. Subito dopo, altri successi: Je so pazzo, Je sto vicino a te, Quanno chiove, I say i’ sto ccà, Yes I Know My Way, e poi, anni dopo, Anna verrà e ‘O scarafone. Oggi vive di rendita, anche se di tanto in tanto rialza la testa.

 

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