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Laurus QUASAR T900 XR

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Laurus QUASAR T900 XR:  Eccellenza tutta italiana

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“Chiunque ti incontri può avvertire la bellezza della tua anima: un basso Laurus ne farà sentire anche la voce”

Pierluigi Cazzola


Così si presenta il “padre” degli strumenti Laurus nell’incipit del sito della casa liuteristica di Schio, andando sottolineare quella che è probabilmente la peculiarità più evidente dei suoi strumenti: una personalità ed un carattere fuori dal comune.

Il primo impatto con un basso Laurus tende a lasciare un po’ spiazzati: la particolare forma del body e la paletta priva di chiavi regalano un colpo d’occhio decisamente particolare, sicuramente diverso rispetto agli standard estetici che possiamo trovare nella maggior parte degli strumenti presenti sul mercato. Da qui scaturisce un ovvia curiosità che spinge ad analizzare più da vicino questi strumenti del cuore tutto italiano.

La “creatura” di Cazzola che mi trovo a provare è uno splendido Quasar T900 XR5. Questo modello rappresenta l’ultima evoluzione della serie Quasar, con decise migliorie rispetto ai modelli precedenti. Ma entriamo nel dettaglio di questo strumento.

Il basso in oggetto è un Neck-Thru Body con un manico lamellare in 5 sezioni di acero e amaranto, con una camera tonale posta nello spazio tra i due pick-up ed un nuovo sistema di truss-rod a doppia azione. Il profilo è asimmetrico, disegnato direttamente sul calco della mano, caratteristica che regala una suonabilità decisamente al di fuori degli standard abituali. Le ali del corpo sono in mogano Kaya, con un’ulteriore camera tonale nell’ala superiore, intercomunicante con quella presente nel manico: questo sistema permette una sensibilizzazione delle frequenze medie e medio alte ed un attacco molto più deciso rispetto ad un classico strumento neck-thru body. Il top è in frassino, ma possiamo trovarne anche in acero frisè e palissandro nonché nel poco convenzionale ulivo, legno che sa regalare un colpo d’occhio davvero piacevole. La tastiera è in un materiale sintetico, la resina fenolica, la quale migliora sensibilmente il sustain ed elimina totalmente la possibilità di dead-spots sull’intera tastatura. Il ponte è un Laurus in ottone con sellette indipendenti ad accordatura fine, il che dona allo strumento la tipica caratteristica delle corde ancorate nella paletta. Anche il capotasto è di progettazione Laurus, in ottone con regolazione indipendente di ogni singola corda.

L’elettronica della serie T900 rappresenta il vero fiore all’occhiello, poiché possiamo ritrovare la ormai “classica” e rodata elettronica attiva della Noll (la stessa che avevamo nella serie T800) con switch attivo- passivo ed equalizzazione a tre vie (bassi, medi e alti), abbinata a due splendidi pick-up Nordstranddual-coil, i quali si sono rivelati una scelta decisamente vincente, riuscendo a non modificare il tradizionale sound Laurus ma, bensì, ad “evolverlo” con una definizione davvero eccellente, esaltando ulteriormente le splendide armoniche donate dal legno.

Ora passiamo alla parte pratica: il basso risulta incredibilmente leggero grazie ai suoi 4,5 kg ca. e ad un equilibrio davvero perfetto, lo strumento si adatta perfettamente al corpo sia suonandolo in piedi che seduto. La suonabilità è impressionante grazie al manico estremamente sottile e ai tasti che permettono la regolazione di action bassissime, quasi impossibili da ottenere sulla maggior parte degli strumenti presenti sul mercato. La prova sonora è sicuramente convincente, soprattutto grazie ai nuovi pick-up Nordstrand che conferiscono, come detto, una definizione sonora eccellente, esaltando il sustain elevatissimo della costruzione neck-thru body e l’attacco netto e deciso dato dalle camere tonali. Il low B è decisamente uno dei migliori presenti sul mercato, (probabilmente anche migliore di quello che possiamo trovare su Furlanetto), stabile e definito su tutta la tastiera e con un volume ben bilanciato rispetto alle altre corde. Il suono risulta immediatamente molto medioso ed aggressivo, con una buona presenza di bassi senza bisogno di intervenire particolarmente sull’equalizzazione. Anche lo slap risulta molto convincente, con una minima escursione sonora rispetto al suono in finger, il che permette di ridurre al minimo le regolazioni quando si passa da una tecnica all’altra. Laurus_QUASAR_T900_XR_detail

A conti fatti direi che si tratta di uno strumento con cui si può suonare praticamente di tutto, dal pop al jazz fusion passando per il rock, anche se magari lo troverei meno indicato per le forme più “estreme” di questo genere.

Pierluigi Cazzola e tutto lo staff Laurus sono sicuramente riusciti a progettare e a realizzare uno strumento che definirei un piccolo gioiello nella già eccellente tradizione di un marchio che ormai ha davvero poco da invidiare alle altre “grandi” del panorama liuteristico mondiale.

Il problema rimane il prezzo, che mantiene questi splendidi strumenti ben lungi dall’essere alla portata di tutte le tasche. Soprattutto per quanto riguarda l’usato, i prezzi rimangono esorbitanti, addirittura superiori a quelli della maggior parte degli altri strumenti di alta liuteria, caratteristica che, se da una parte può rivelarsi un investimento vista la svalutazione davvero minima degli strumenti, dall’altra non incentiva un avvicinamento a questo tipo di usato, portando magari a prediligere uno strumento nuovo anche di qualità inferiore, rispetto ad un usato di questo valore.

Per chiunque voglia provare con mano questi splendidi strumenti, come ogni anno Pierluigi Cazzola ed i suoi saranno presenti all’Euro BassDay di Verona, che si terrà il 3 e 4 Novembre nella splendida cornice del palazzo della Gran Guardia, insieme a dimostratori d’eccezione come Federico Malaman, Andrea Balasso e Joeri Hommerson, oltre al “nuovo acquisto” Alex Lofoco.

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