Marco Iacobini “In My World”

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Marco Iacobini “In My World”

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In “My World” nasce dopo l’ottimo lavoro di Marco Iacobini “My Spaces”, il suo primo album che riscosse molti consensi e permise a Marco di imporsi sulla scena chitarristica mondiale. Più noto all’estero che in Italia, Marco ha prodotto il suo secondo album (In My World appunto) accompagnato da musicisti e artisti di eccellente livello quali Cristiano Micalizzi alla batteria, Marco Siniscalco al basso e Stefano Sastro alle tastiere con ospiti di eccezione quali Mario Guarini al basso e Juan Carlos Albelo Zamora al violino e alla viola.

 

Marco Iacobini “In My World”

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In “My World” nasce dopo l’ottimo lavoro di Marco Iacobini “My Spaces”, il suo primo album che riscosse molti consensi e permise a Marco di imporsi sulla scena chitarristica mondiale. Più noto all’estero che in Italia, Marco ha prodotto il suo secondo album (In My World appunto) accompagnato da musicisti e artisti di eccellente livello quali Cristiano Micalizzi alla batteria, Marco Siniscalco al basso e Stefano Sastro alle tastiere con ospiti di eccezione quali Mario Guarini al basso e Juan Carlos Albelo Zamora al violino e alla viola.

Prodotto a Roma e missato a Los Angeles In My World è un cd strumentale con un mix di musica rock, prog e fusion. Un album dove si denota facilmente l’influenza di chitarristi quali Steve Lukather, Steve Vai, Yngwie Malmsteen, Joe Satriani, Eddy Van Halen, che Marco ha subito durante il suo percorso artistico.

Come lui stesso conferma, Lukather rimane uno dei suoi chitarristi preferiti, e brani quali “The Hunter”, “Fast and Furious” e “Hot Racers” denotano una tale influenza. Quel tipico hard-rock-fusion evidente nei brani più spinti, ma anche in quelli più soft quali “Red Sirens”, dove Marco dimostra tutta la sua tecnica, bravura e tutto il suo senso artistico anche con una chitarra acustica. Quel sound hard-rock dove, però, la melodia rimane sempre in primo piano.

Ottimi gli arrangiamenti, pensati appositamente per un lavoro come questo ma difficilmente riscontrabili in altri album strumentali. Gli stessi commenti di artisti quali Steve Weingart, Walfredo Reyes, Carl Verheyen, che lo hanno definito un eccellente CD, forte e interessante da un punto di vista del sound e compositivo (tutti i brani sono stati composti dallo stesso Marco), rendono il giusto merito a un artista italiano che avrebbe diritto a una maggiore attenzione nella madre patria.

Bravo Marco!

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