Antonio RIGO Righetti – Autoscatto 4/4- Il manuale del cantautore

AntonioRigoRighetti_AutoscattoIn44

 

Antonio RIGO Righetti

presenta

Autoscatto 4/4- Il manuale del cantautore

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Un passato come bassista dei Rocking Chairs, una delle prime rock band italiane, il successo raggiunto con Luciano Ligabue, una brillante carriera solista ed un futuro da scrittore già segnato. “Autoscatto in 4/” è il primo libro di Antonio “RIGO” Righetti. Lo si trova nelle librerie da diversi mesi ormai, con il titolo completo “Autoscatto 4/4- Il manuale del cantautore” (Damster editore con tanto di cd allegato) ed è un bel romanzo dal forte taglio autobiografico di un Antonio “Rigo” Righetti descritto non solo come un ottimo musicista, con un passato artistico che lo ha visto anche protagonista come bassista nella famosa band di Luciano Ligabue, ma anche come uomo con ossessioni, passioni, miti personali e storie vere.

 

Antonio RIGO Righetti

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Autoscatto 4/4- Il manuale del cantautore

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Un passato come bassista dei Rocking Chairs, una delle prime rock band italiane, il successo raggiunto con Luciano Ligabue, una brillante carriera solista ed un futuro da scrittore già segnato. “Autoscatto in 4/” è il primo libro di Antonio “RIGO” Righetti. Lo si trova nelle librerie da diversi mesi ormai, con il titolo completo “Autoscatto 4/4- Il manuale del cantautore” (Damster editore con tanto di cd allegato) ed è un bel romanzo dal forte taglio autobiografico di un Antonio “Rigo” Righetti descritto non solo come un ottimo musicista, con un passato artistico che lo ha visto anche protagonista come bassista nella famosa band di Luciano Ligabue, ma anche come uomo con ossessioni, passioni, miti personali e storie vere.

Ma pensare a Rigo solo come il bassista di Ligabue è assolutamente riduttivo, oltre a non rendere merito a un’artista che, in moltissimi anni di carriera iniziata nel 1986 con i Rocking Chairs capitanati da Graziano Romani incidendo 3 album, ha collaborato con i grandi della musica italiana come i Gang e Edoardo Bennato. Per non dire il rapporto artistico e di profonda amicizia con il songwriter americano Willie Nile o ancora con Robert Gordon oppure Chris Cacavas e Steve Winn (al secolo i Green on Red).

A due anni di distanza dall’eccellente Smiles & Troubles, Antonio “Rigo” Righetti torna, quindi, con un nuovo ed interessante progetto, un’opera letteraria dallo spessore quasi cinematografico nella quale l’amore per il rock si fonde con una sorprendente vena letteraria che lo vede mescolare ricordi di vita personale e storie nelle quali compaiono come protagonisti i suoi numi tutelari ovvero Joe Strummer, Bob Dylan, Tom Waits e Springsteen, il tutto intercalato da un racconto in stile Jack Jerouac, nel quale sono protagonisti lo stesso scrittore americano e Neal Cassady.

Lui stesso lo definisce così: ” Per spiegare questo libro sarebbe opportuno utilizzare la metafora della matrioska, quelle bambole russe che partono dalla più grande fino ad arrivare alla più piccola. La parte esterna è quella autobiografica scritta in modo disordinata e in situazioni diverse: dentro ci si trova di tutto da Cage a Dylan ai soggetti del pittore Kandinsky. La seconda matrioska è quella che riguarda la parte romanzata, pensata prendendo spunto dal romanzo On the road di Kerouac, però contestualizzandolo temporalmente tra prima e dopo il periodo raccontato dallo scrittore americano. Protagonisti, ovviamente sempre con tratti romanzati, sono lo stesso Kerouac e Neal Cassady (altro straordinario scrittore n.d.r.) e il loro rapporto. Naturalmente in queste storie troviamo di tutto con gli ovvi riferimenti musicali, Springteen compreso. Insomma c’è parecchio di vissuto reale del sottoscritto. Nello scriverlo non ho avuto riferimenti letterari precisi, però se devo dirne uno ammetto che lo spunto decisivo è stato il libro Natura morta con custodia di sax”.
Il titolo curioso deriva dal fatto che girando per concerti, e non solo con Ligabue, Rigo amava fare degli autoscatti in situazioni diverse e in formato 4/4. Così Liga, che ha scritto pure la prefazione, gli ha suggerito d’intitolarlo così. E ogni singola pagina, ogni singola parola compone proprio un autoritratto di Rigo affascinante e coinvolgente, a partire dagli inizi quando cominciò a suonare il basso, alla scelta di fare il musicista come professione, con tutte le gioie e le difficoltà con cui si ci misura ogni giorno. E nel libro “Autoscatto 4/4” c’è un po’ di tutto questo, come la ferma volontà di raccontare cosa sia stata la beat generation, la musica rivoluzionaria di quel periodo e tutti i suoi protagonisti principali.

Ad impreziosire il libro nel volume sono presenti anche ottanta foto in bianco e nero, scattate dallo stesso Rigo durante i suoi tour e i suoi viaggi, che ritraggono luoghi e situazioni che hanno senza dubbio ispirato la scrittura del libro.

Insomma Rigo è un artista a tutto tondo, un musicista poliedrico a livello di mentalità e determinato a portare in giro sempre il credo della buona musica, e un ottimo scrittore. Completano il libro la bella introduzione di Luciano Ligabue, che non manca di sottolineare tutta la passione con la quale il musicista emiliano approccia il rock e il suo strumento di elezione, e la bella nota dello scrittore Sandro Veronesi. Perfetta è poi la scelta audio allegata al libro che contiene 9 brani, la registrazione di un concerto di Rigo con il suo trio al The Stones Cafè a Vignola e nel quale sono presenti brani originali e due superbe cover di Folsom Prison Blues di Johnny Cash e di Jimi Hendrix. Ci sono anche due liste particolari che hanno accompagnato la vita di Rigo: si tratta di 80 titoli di dischi fondamentali e formativi, e altrettanti titoli di libri.

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