Jimi_Hendrix_in_Italia_1968

 

Jimi Hendrix in Italia 1968

Jimi_Hendrix_in_Italia_1968

Sono passati 41 anni dalla morte di Jimi Hendrix, uno dei musicisti più innovativi e geniali del XX secolo. Jimi non ha bisogno di presentazioni, i suoi dischi sono rimasti impressi nella memoria di tutti i musicisti e il suo irrompere nella scena musicale mondiale ha lasciato una traccia profonda nonostante i pochi anni di carriera, dai primi esordi, al mitico club Cafè Wha di New York, fino ai grandi festival dell’isola di Wight e Woodstock, picco massimo di quest’ artista che a distanza di decenni ancora fa parlare di sé. Personalmente credo ci sia sempre da imparare da Jimi.

 

Jimi Hendrix in Italia 1968

Jimi_Hendrix_in_Italia_1968

Sono passati 41 anni dalla morte di Jimi Hendrix, uno dei musicisti più innovativi e geniali del XX secolo. Jimi non ha bisogno di presentazioni, i suoi dischi sono rimasti impressi nella memoria di tutti i musicisti e il suo irrompere nella scena musicale mondiale ha lasciato una traccia profonda nonostante i pochi anni di carriera, dai primi esordi, al mitico club Cafè Wha di New York, fino ai grandi festival dell’isola di Wight e Woodstock, picco massimo di quest’ artista che a distanza di decenni ancora fa parlare di sé. Personalmente credo ci sia sempre da imparare da Jimi.

Nato in una situazione familiare difficile, Hendrix è diventato una leggenda grazie alla sua passione per la musica, passione che traspare dalla delicatezza del suo tocco fino alla sua istintività più selvaggia, culminata nel famosissimo episodio della chitarra data al fuoco alla fine di un concerto.

Influenzato dal blues nero, è riuscito a creare un universo musicale fino ad allora sconosciuto, sia per quanto riguarda l’aver rivoluzionato il modo di suonare la chitarra, sia per il suo talento come autore di canzoni. Le sue innovazioni tecniche, il linguaggio, il creare suoni mai sentiti fino ad allora lo hanno consacrato come il miglior chitarrista della storia, eredità che poi ha influenzato tutta la musica a venire.

Forse non tutti sanno che un altro genio musicale come Miles Davis era rimasto molto impressionato da Jimi, e solo la sua prematura morte ha impedito di fare un disco insieme, come Miles stesso voleva.

Su Jimi è stato scritto di tutto: biografie, documentari sulla sua vita e sulla sua morte, ecc.; quasi per caso, dopo un concerto del fratello Leon (che è stato in tour in tutta Italia l’estate passata) mi è arrivato tra le mani un libro, non il solito volume ma un libro fotografico che parla dei concerti che Jimi ha tenuto in Italia nel 1968.
Scritto da Cesare Glebbeek e Roberto Crema il libro è un interessantissimo “reportage” di quel periodo: testimonianze, fotografie, commenti e soprattutto piccoli segreti che per più di quarant’anni sono rimasti nella gelosissima memoria dei fortunati che hanno assistito a quei mitici concerti, “scoperti” e divulgati dal lavoro certosino e in un certo senso investigativo dei due autori. Grazie al libro anche noi possiamo fare un tuffo in quel passato che avremmo voluto vivere, assaporare tutte le impressioni, assistere alle lunghe code ai botteghini, partecipare alle feste dopo le esibizioni assieme alla Jimi Hendrix Experience (così come Jimi stesso chiamava la sua creatura), e scoprire il lato umano della band: ad esempio vedere come Jimi parlava con gentilezza e disponibilità con tutti, dai tecnici ai ragazzi che gli chiedevano gli autografi.

Nel libro, oltre alle testimonianze degli spettatori, sono presenti anche quelle dei tour manager italiani, dei traduttori che assistevano la band, dei musicisti italiani che erano nel giro e delle persone che facevano jam session assieme a Jimi, Noel e Mitch! Pensate all’emozione di un chitarrista che, dopo aver finito il suo set al Titan Club si vede arrivare Jimi che sale sul palco, prendere un basso (per destri) e incoraggiarlo a suonare assieme a lui. Incredibile!

É bello vedere filmati della band su internet, ascoltare i brani, interviste e tutte quelle cose che, oramai, sono alla portata di tutti; con il libro invece è come se stessimo lì anche noi, possiamo portare quel passato lontano al nostro presente e dilatare quegli attimi fin quando le nostre emozioni vogliono, perderci in quelle sonorità, quegli odori e quelle immagini… e anche sognare un po’, cosa che rende più speciale e bella la vita.

La nostra partecipazione “post litteram” la dobbiamo a questa pubblicazione nata dopo anni di lavoro e di interviste. Inoltre esiste un blog chiamato JIMI HENDRIX ITALIA all’indirizzo www.jimihendrixitalia.blogspot.com, e vi consiglio vivamente di visitarlo se siete appassionati o semplicemente volete trovare notizie “alternative”, cioè tutte quelle cose che la maggior parte dei volumi o siti dedicati all’argomento Jimi Hendrix non sempre forniscono. Questo blog è nato da un’idea di Roberto Crema quando, cercando su internet, ha scoperto che non esisteva un sito italiano dedicato a Hendrix; così lo ha creato lui. Grazie al successo del blog è nata anche un’associazione culturale con la quale sono nate molte collaborazioni con altre associazioni dedicate a Jimi ed eventi nazionali e internazionali. Il sito è in continuo aggiornamento, e grazie all’associazione in Italia sono arrivati a suonare interpreti della musica di Jimi come Randy Hansen, che insieme ad altri musicisti, come ad esempio Stan Kibby e Fulvio Feliciano, porta la musica di Jimi in Italia e nel mondo.

Chi volesse acquistare il libro fotografico può contattare Roberto Crema all’indirizzo http://jimihendrixitalia.blogspot.com/2010/05/jimi-hendrix-in-italia-1968.html

Non ultimo, Leon Hendrix arriverà tra pochi giorni in Europa per dei concerti accompagnato da Fulvio Feliciano alla chitarra, Roberto Fasciani al basso e Pino Liberti alla batteria.

Per aggiornamenti sulle date visitate il blog!

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