DECONTAMINATE ROME | 18-22 luglio 2012 | Casa del Jazz

DECONTAMINATE_ROME_luglio2012_locandina

DECONTAMINATE ROME | 18-22 luglio 2012 | Casa del Jazz


DECONTAMINATE_ROME_luglio2012_locandina

Decontaminate Rome nasce per riconcettualizzare la performance jazz dal vivo e per rendere Roma un polo di coordinamento e sviluppo per le attività artistiche dei giovani musicisti europei.
Decontaminate Rome è una rassegna che si articola in 5 giornate performance artistiche presso la Casa del Jazz a Roma, dal 18 al 22 luglio con la direzione artistica di Luca Nostro e Fabio Zeppetella. L’iniziativa nasce con l’intenzione di proporre una nuova interpretazione della performance jazz dal vivo, riqualificando il Jazz non più come un genere legato ad uno specifico repertorio ma come una forma espressiva artistica basata sull’improvvisazione e l’interazione.
In questo modo la performance jazz si decontamina dalla sua autoreferenzialità per entrare in contatto viscerale con altre discipline artistiche che condividono con essa il principio dell’improvvisazione come matrice del processo creativo.

 

DECONTAMINATE ROME | 18-22 luglio 2012 | Casa del Jazz

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Decontaminate Rome nasce per riconcettualizzare la performance jazz dal vivo e per rendere Roma un polo di coordinamento e sviluppo per le attività artistiche dei giovani musicisti europei.
Decontaminate Rome è una rassegna che si articola in 5 giornate performance artistiche presso la Casa del Jazz a Roma, dal 18 al 22 luglio con la direzione artistica di Luca Nostro e Fabio Zeppetella. L’iniziativa nasce con l’intenzione di proporre una nuova interpretazione della performance jazz dal vivo, riqualificando il Jazz non più come un genere legato ad uno specifico repertorio ma come una forma espressiva artistica basata sull’improvvisazione e l’interazione.
In questo modo la performance jazz si decontamina dalla sua autoreferenzialità per entrare in contatto viscerale con altre discipline artistiche che condividono con essa il principio dell’improvvisazione come matrice del processo creativo.

Con Decontaminate Rome il Jazz ritrova quella libertà espressiva che ne ha caratterizzato le origini, si riscopre legato alla società contemporanea, multiforme, connessa e digitalizzata per avvicinarsi alle nuove generazioni. In quest’ottica dunque la rassegna propone 5 giornate di performance di interazione dialogo tra diversi linguaggi artistici: il jazz è protagonista sul palco insieme ad esibizioni di arte contemporanea, danza contemporanea, video arte, musica elettronica e musica contemporanea. DECONTAMINATE_ROME_luglio2012

Il Festival porterà su un unico palco, nel bellissimo parco di Casa del Jazz, la nascente scena jazz europea e artisti affermati. Sono infatti i giovani artisti la peculiarità di questa rassegna che farà esibire 60 musicisti provenienti da diverse nazioni europee e non solo. Ragazzi prossimi all’avviamento professionale selezionati e formati artisticamente nell’ambito del progetto di cooperazione europeo YOUng Musicians play Europe. I giovani YOUME’s verranno selezionati al seguito di specifici training formativi da strutture di grandissimo prestigio quali il Conservatorio Reale de L’Aja e la International Association of School of Jazz in Olanda, la Fundacja Jazzarium e il Conservatorio di Katowice in Polonia e il Centro per la Formazione Artistica Percentomusica in Italia. Al termine dei training i ragazzi presenteranno i loro progetti originali, inediti e innovativi in contesti straordinari nelle tre capitali. Saranno dunque al Warsaw Summer Jazz Days dal 12 al 16 Luglio, a Decontaminate Rome dal 18 al 22 Luglio per concludere al L’Aja dal 24 al 28 settembre.

A coronare le serate vi saranno i concerti e le partecipazioni in termini di special guest di artisti di rilievo internazionale quali Roy Hargrove, Omer Avital, John Escreet, Andy Farber e Aruan Ortiz; di jazzisti italiani rinomati ben oltre i confini nazionali tra cui Antonio Ciacca, Ramberto Ciammarughi, Stefano Micarelli, Fabio Zeppetella e Luca Nostro; di importanti musicisti provenienti dalla musica elettronica e
contemporanea come Tommaso Cancellieri; di artisti visivi di grandissimo rilievo come Claudio Sinatti, Stefano Tonelli e Lara Pacilio e di coreografi come Milena Zullo.
Decontaminate Rome è un progetto di Music Zone srl in collaborazione con Percentomusica nell’ambito del progetto di cooperazione europeo YOUng Musicians play Europe.
In Collaborazione con International Association of School of Jazz e Fundacja Jazzarium Con il supporto di Programma Cultura della Comunità Europea, Istituto Italiano di Cultura a Varsavia, Azienda Speciale Palaexpo, Casa del Jazz Con il supporto artistico di: Conservatorio Reale dell’Aja, Warsaw Summer Jazz Days, Arte&Balletto, Live Performers Meeting, Flyer Communication Con il supporto media di Jazzit, DrumsetMag, Jazz Channel, Radio Popolare Roma, Guitar’n’Bass, Jazz Convention, RomaMusica, Italia della Cultura, 06live, A proposito di Jazz Con il supporto tecnico di: The Blob Video, Maxima Special Effects

Programma concerti e performance

DECONTAMINATE ROME

18 Luglio
BLACK LAKE | Performance di live cinema di Claudio Sinatti con le musiche di Ramberto Ciammarughi
YOUME Young Musicians guest  Fabio Zeppetella

19 Luglio
FROM “A” TO “B” TRIP | Pittura acrobatica di Lara Pacilio sulle musiche di Antonio Ciacca Quartet
YOUME Young Musicians guest  Massimo Fedeli 

20 Luglio
BALLET COLLAGE | Laboratorio di perfezionamento di Arte e Balletto di Milena Zullo con le musiche composte e dirette da Aruan Ortiz
IL NOSTRO OLTRE Slide Art di Stefano Tonelli  Guitar improvvisation di Luca Nostro
YOUME Young Musicians guest Stefano Micarelli

21 Luglio
Concerto di Omer Avital Quintet
Concerto di Luca Nostro Quintet feat. John Escreet  
YOUME Young Musicians guest Massimo Moriconi

22 Luglio
Concerto di Roy Hargrove Quintet

I concerti hanno inizio alle ore 21:00.
Ingresso: Gratuito nei giorni 18, 19 e 20; 15€ nei giorni 21 e 22.

Focus On

18 luglio – BLACK LAKE | Performance di live cinema di Claudio Sinatti con le musiche di Ramberto Ciammarughi & YUOME’s.

Black Lake è un film animato musicale, completamente improvvisato. Claudio Sinatti controlla ogni aspetto di questo paesaggio tridimensionale per produrre un unico, ipnotico piano sequenza, perfettamente sincronizzato alle musiche di Ramberto Ciammarughi al piano. Gli artisti sul palco raccontano una storia estemporanea e sempre diversa, in continua oscillazione tra reale e astratto. Un lago nero, un’isola galleggiante, una cattedrale, una cerimonia, un sogno. Fiamme, pioggia, neve, sacerdoti e mostri emergono dalle acque scure torcendosi nervosamente sulle note. È il racconto di un luogo fantastico e della notte in cui vi si svolge un misterioso rituale in cui la musica è motore di ogni cosa.

19 luglio – FROM “A” TO “B” TRIP | Pittura acrobatica di Lara Pacilio sulle musiche di Antonio Ciacca Quartet

Una performance di carattere quasi circense, che tende ad esaltare la circolarità della vita con la sua ritualità.
Ad un’altezza di sei metri, il corpo dell’artista diventerà una specie di cursore che si muove guidato senza una reale intenzione di percorso. “Volando” sullo sfondo di gigantografie di icone jazz del passato, la pittrice si sposterà da una parte all’altra del palco affondando profonde pennellate sui volti dei grandi maestri del jazz. Il pubblico sembrerà non percepire l’immediato risultato, fino al finale shock al termine della performance che coinciderà con l’accensione di speciali luci wood.
Sembrerà un disperato tentativo senza esito, una ritualità di gesti privo di un risultato tangibile. I movimenti lenti andranno a creare forme geometriche, reticolati di linee lungo il palco per tutta la durata della performance.
La performance non dissacrerà, né reinterpreterà o  distruggerà, quei volti… O forse sì,  perché, in realtà, il percorso era stato già tracciato. Ciò che prima era impercettibile all’occhio, all’accendersi delle luci wood ci apparirà nitido sulle tele, e si potranno collegare i movimenti con i gesti. L’occhio vedrà, la mente ricorderà. Il cerchio alla fine si chiuderà con la ritualità della vita che prenderà il sopravvento.

20 luglio – BALLET COLLAGE | Laboratorio di perfezionamento di Arte e Balletto di Milena Zullo sulle musiche di Aruan Ortiz con YOUME orchestra

Il ballet Collage è ispirato al balletto Oru Oyo, basato sulla storia del dio afro-cubano Babalú Ayé e del suo soggiorno nel regno di Arará. L’approccio musicale sarà molto più libero e ricco di improvvisazione, in modo da dare ai solisti l’opportunità di interagire con le danzatrici.

20 luglio –IL NOSTRO OLTRE | Slide art di Stefano Tonelli, Luca Nostro guitar e electronics

Stefano Tonelli accompagna Luca Nostro negli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Volterra in un viaggio, come Dante e Virgilio, verso l’oltre superando spesso la soglia tra normalità e follia e tra visione e sogno. Un percorso dove l’intimità dell’amicizia tra l’accompagnato e l’accompagnatore permette un ragionato disordine sensoriale dove realtà e immaginazione si fondono fino a perdere i loro stessi confini.

Decontaminate Rome
BIOGRAFIE ARTISTI

 CLAUDIO SINATTI
Claudio Sinatti, 1972, è tra gli artisti multimediali più affermati in Italia e tra i più conosciuti e apprezzati anche all’estero. Il suo lavoro si concentra prevalentemente sulle videoproiezioni di larga scala, sul design di dispositivi di videoproiezione e sulla visualizzazione del suono in tempo reale. Le sue opere sono video spettacoli e installazioni. È tra i primi in Italia ad interessarsi al vjing e live video e negli intervalli tra una produzione e l’altra inizia a sperimentare con proiezioni e videoproiezioni finchè, ristabilitosi a Milano nel 1999, fonda e anima il pionieristico collettivo video Sun Wu-Kung con il principale interesse di esplorare la manipolazione in tempo reale di immagini attraverso vecchie e nuove tecnologie. Il gruppo è attivo fino alla fine del 2002 e coinvolge video makers, fotografi, animatori, pittori, musicisti e dj e vede la presenza di nomi importanti dell’underground milanese come Riccardo Arena, Bo130, Microbo, GGT, Tatiana, Sergio Messina, Painè Cuadrelli. Nel 2009 fonda il progetto performativo Live Video Ensemble in cui dirige una formazione di 10 elementi che generano assieme una unica immagine sonoreattiva. È tra i primissimi in Italia a realizzare video trompe l’oeil sulle architetture, trasformando le facciate di palazzi storici come il Duomo e la Triennale di Milano, il Duomo di Perugia e il Conservatorio di Madrid in edifici animati. Ha presentato il suo lavoro alla Triennale di Milano, al Sonar di Barcellona, al Netmage di Bologna, al Synch di Atene, al Batofar di Parigi e in numerosissimi altri festival in Italia ed all’estero. Ha lavorato per brand come Nike, MTV, Pirelli, BMW, Heineken, Rolex, Breil, Kenzo, Vodafone, Strenesse, Expo. Oltre al suo lavoro, tiene frequenti workshop e lectures ed insegna multimedia sperimentale in diversi istituti a Milano.

RAMBERTO CIAMMARUGHI
Pianista e compositore di Assisi, inizia la propria attività nei primi anni ‘80 suonando da solo e in trio in un gran numero di jazz club italiani. Da anni annovera numerose partecipazioni nei principali jazz festivals e rassegne musicali in Italia ed all’estero. Ricordiamo diverse edizioni di “Umbria Jazz”, “Ravenna Jazz” e varie edizioni delle più importanti rassegne romane. In questi anni collabora, in più occasioni, con i migliori musicisti italiani, e vanta alcune partecipazioni in concerto ed in sala d’incisione, con importanti artisti stranieri :Randy Brecker, Billy Cobham, Steve Grossman, John Clark, Dee Dee Bridgewater, Vinnie Colaiuta, Jimmie Owens ed altri. Dal 2004 è presente nel quartetto di Miroslav Vitous insieme a B. Mintzer,R. Brecker,A. Nussbaum, D. Gottlieb, M. Giammarco. Ha suonato più volte all’estero:Stati Uniti, Giappone (Tokyo, Kyoto, Osaka), Svizzera, Francia, Turchia, Cecoslovacchia, Singapore, Lussemburgo, Austria, Spagna, Germania (esegue nell’ 87 un concerto di piano solo all’università di Monaco). Registra un concerto di sue composizioni alla Radio per “Rai progetto Europa 83” e nel 2001 partecipa alla trasmissione “invenzioni a due voci” per Radio3. Nel 2008 suona con il quartetto di S.Cantini al festival di Charleston USA e nel 2009 è invitato per una serie di concerti in piano solo sempre per Spoletofestival USA. Nel 2010 è di nuovo in Giappone in duo con S. Cantini, nel 2011 è in Brasile per alcuni concerti sempre in piano solo. Annovera occasionali presenze nel campo della musica contemporanea collaborando, tra l’altro, con gruppi come: “Artisanat Fourieux”, “Open trios”, “Tetraktis”, gruppo con cui lavora stabilmente ed in collaborazione con altri solisti -come Alessio Allegrini – per cui realizza brani originali.

TOMMASO CANCELLIERI
Ha avuto esperienze in vari generi musicali fin da molto giovane. Comincia la sua attività musicale con lo studio del basso elettrico poi del contrabbasso, oggi esecutore e compositore di musica elettronica oltre che professionista nel settore dell’ingegneria del suono. Frequenta il biennio di musica elettronica al conservatorio di S.Cecilia dopo aver conseguito nel 2010 il diploma di primo livello con lode. Ha collaborato con la PMCE “Parco della Musica Contemporanea Ensemble”, EKO Ensemble, EMUfest e EMUtif, Nuova Consonanza, Fondazione Isabella Scelsi…

STEFANO MICARELLI
Chitarrista che opera nell’ambito jazzistico e nella produzione musicale. Ha al suo attivo quattro CD come leader il primo Rapitalà a suo nome con una ritmica di lusso formata da Harvie Swartz e Massimo Manzi e My Favourite Beats (Dynamic4 di cui era il leader) uscito nel 2004 anche in Giappone per la storica etichetta Columbia-Jazz (Sony). Il recente “2” è a nome di Barrio Jazz Gang un duo molto particolare che propone una miscela di jazz ed elettronica e che si fregia di collaborazioni di affermati fiatisti jazz come Eddie Henderson, Paolo Innarella, Aldo Bassi; i brani di questo CD insieme al precedente “Spectrum” sono sparsi in compilation uscite in tutto il mondo ed alcuni sono stati selezionati per pubblicità e sonorizzazioni come in una puntata del noto serial americano “Sex And The City”. Oltre che collaborare con nomi di spicco della scena italiana Massimo Manzi (batteria), Massimo Moriconi (contrabbasso), Massimo Urbani (sassofono), Maurizio Giammarco (sassofono), Aldo Bassi (tromba), Pippo Matino (basso), Davide Pettirossi (batteria), Pino Iodice (pianoforte), Luca Pirozzi (contrabbasso), Andrea Avena (contrabbasso), Pietro Iodice (batteria), Paolo Innarella (sassofono), Agostino Marangolo (batteria), Walter Martino (batteria), Paolo Tombolesi (pianoforte), Francesco Petreni (batteria), Francesco Lo Cascio (vibrafono), Carlo Conti (sassofono) Daniele Tittarelli (sassofono), Pietro Lussu (Pianoforte), Pierpaolo Principato (pianoforte), Pauline London (voce), Carolina Brandes (voce), Marco Siniscalco (basso),Stefano Cantarano(contrabbasso), Stefano Nunzi(contrabbasso), ha avuto frequenti esperienze con musicisti d’oltreoceano Mike Mainieri (vibrafono), George Garzone (sassofono), Eddie Henderson (tromba), Harvie Swartz (contrabbasso), John Ramsay (batteria), Mick Goodrick (chitarra), Bennie Maupin (sassofono), James Spaulding (sassofono), Bob Gullotti (batteria), con i quali ha inciso anche dei CD e partecipato ai più grandi festival jazz della penisola (Roccella Ionica 2003, Verona Jazz 2004), ed altri ancora.

 
MASSIMO FEDELI
Massimo Fedeli studia fisarmonica dagli 8 agli 11 anni, passando subito dopo al pianoforte. Approfondisce poi lo studio del piano, dell’armonia e dell’arrangiamento avvalendosi dell’insegnamento dei maestri: Andrea Alberti, Cedar Walton, Harold Mabern e Paul Jeffrey. Nel 1987 inizia a collaborare con i “Silent Circus” come pianista, compositore ed arrangiatore. Partecipa con essi a molte rassegne Jazz di rilevanza nazionale ed internazionale (UMBRIA JAZZ 89, SIENA JAZZ 90 e 91, etc…). Rilevante è la sua attività di turnista avendo partecipato, tra l’altro, alla registrazione di parecchie colonne sonore di films. Nel 2006 compone le musiche per lo spettacolo teatrale “Aspettando Godot” della compagnia Donati-Olesen. La sua attività artistica ha registrato anche importanti collaborazioni in vari spettacoli teatrali tra cui “BARBABLUES” con la compagnia DONATI-OLESEN e “INFERNETTO” di e conGIORGIO TIRABASSI che lo hanno portato ad esibirsi nei teatri di tutta Italia eseguendo musiche di Paolo Conte, Pivio-Descalzi ed anche proprie.

ANTONIO CIACCA
Il pianista, bolognese d’adozione, si è conquistato una reputazione internazionale grazie alla militanza nel quartetto di Steve Lacy, nel quintetto di Benny Golson e recentemente con Dave Murray. Dai clubs di Detroit fino al tour negli Usa nel quartetto di Benny Golson (con Bob Magnusson al contrabbasso e Roy McCurdy alla batteria), la carriera del pianista trentaquattrenne si è sviluppata attraverso le esperienze come sideman al fianco di Art Farmer,James Moody, Lee Konitz, Johnny Griffin, Mark Murphy, Dave Liebman fino a suonare sui palchi più prestigiosi del jazz come ilRonnie’s Scott e il
Blue Note. Gli studi alla Wayne State University di Detroit con Kenny Barron e quelli privati con il leggendario Jakie Byard (pianista di Mingus) a New York hanno forgiato uno stile marcatamente “nero” non a caso è forte il suo impegno in diversi gruppi gospel tra i quali i Detroit Gospel Singers. Oltre che negli Stati Uniti Ciacca si è esibito in tutta Europa ed in Giappone. Ospite di “Invenzioni a due Voci ” su Radio Tre, ha dimostrato la sua grande versatilità. Arrangiatore per Anna Oxa di alcuni brani da lei eseguiti nella trasmissione del 2001 “Torno Sabato” (Rai Uno) Antonio Ciacca si è esibito nel concerto in Vaticano per il Papa lo scorso 24 dicembre.

LARA PACILIO
Lara Pacilio nasce a Roma nel 1978. Trascorre l’infanzia in Africa, poi inizia a spostarsi al seguito della famiglia e a cambiare spesso città, al punto che la pratica del viaggio persisterà in lei come una necessità e una fonte di ispirazione. Diplomata al Liceo Artistico, si laurea nel 2001 in Scenografia e Costume presso l’Istituto Europeo di Design. In parallelo all’attività di artista, lavora come assistente scenografa per produzioni televisive e cinematografiche collaborando con importanti scenografi, tra i quali Gianni Quaranta e Giantito Burchiellaro. Attualmente vive e lavora a Roma.

 
ARUAN ORTIZ
Aruan Ortiz è un pianista cubano in forte crescita nell’ambiente musicale statunitense, dove si è affacciato nel 2003, dopo una lunga esperienza in Europa, in particolare a Parigi e Barcellona. Il suo vasto bagaglio espressivo (preparazione accademica classica, musica tradizionale cubana, il jazz moderno) gli apre molte porte appena varcato l’oceano. Suona, tra gli altri, con Roy Hargrove, Stefon Harris, Sheila E, Giovanni Hidalgo, Horacio “El Negro” Hernandez, Antoine Roney. Incide nel 2004 un CD dedicato a Miles Davis accanto al trombettista Wallace Roney e alla cantante soul Missy Elliot, poi gira in tour con il gruppo “The Fringe”, e infine forma un proprio trio con il grande batterista Francisco Mela e un quartetto con l’altoista Abraham Burton.

FABIO ZEPPETELLA
Fabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e molto personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta. Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B. Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler, Lee Konitz, Tom Harrell, Enrico Rava, Paolo Fresu, Aldo Romano, Joey De Francesco, Roberto Gatto, Danilo Rea, Steve Grossman, Javier Girotto, Nicola Stilo, Stefano Bollani, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo, Stefano Di Battista, Maurizio Giammarco, Gianluca Petrella, Fabrizio Sferra, Ares Tavolazzi, Ramberto Ciammarughi, Heyn Van De Geyn, Emmanuel Bex e molti altri.

STEFANO TONELLI
Dal 1973 ha reso pubbliche le sue ricerche con esposizioni personali e collettive, performance e installazioni, libri e video film. Dalla metà degli anni ’80 sceglie una strada “contraria” ai flussi d’arte e della moda diventando spesso
segno di “contraddizione”. Partecipa raramente ad esposizioni collettive ed interviene prevalentemente in eventi personali per meglio esprimere i suoi concetti e la propria ricerca artistica e spirituale.
temi sono sempre un poco oltre la così detta “linea di confine” perché con i suoi gesti trasforma la pittura in assoluta testimonianza del cercare. Usa tecniche e stili che appaiono differenti ma lo fa con straordinaria naturalezza e libertà per affermare che è figlio del ‘900, l’unico secolo che ha consegnato all’artista la possibilità della sperimentazione totale e quindi del proprio sacrificio. Negli ultimi dieci anni ha esposto in sedi prestigiose a Roma, Milano, New York, Berlino, Parigi, Amburgo, Madrid e Lisbona. Attualmente collabora con musicisti, attori e poeti che incontra nel suo “rifugio” di Montescudaio che, anagrammato, si trasforma in “esco da un Mito”.

MILENA ZULLO
Milena Zullo, coreografa ed interprete tra le più apprezzate della danza contemporanea italiana ed europea, è vincitrice nel 1995 del primo premio al prestigioso Concorso Coreografico Internazionale di Parigi “Prix Volinine”, con Capriccio su musiche di N. Paganini. Costante la sua attività presso il Centro di Formazione da Lei diretto, che negli anni assume un taglio sempre più neoclassico e contemporaneo, individuando un percorso formativo e di perfezionamento sempre più attento alle esigenze di un mercato di qualità, con particolare attenzione oltre che all’aspetto tecnico, alla formazione del danzatore come artista. Nel 1989 fonda la Compagnia di danza contemporanea Arte Balletto, della quale è stata autore e direttore fino al 2000, ottenendo la sovvenzione per la sua attività fin dal 1995. Numerose le collaborazioni con alcune delle più importanti compagnie di danza italiane come il Balletto di Roma, il Balletto di Sardegna, il Balletto di Toscana e L’Aterballetto. Nel 2000 fonde la sua Compagnia con Il Balletto di Roma ed il Balletto di Toscana e diviene del nuovo organico coreografo residente. Per il neo gruppo nel 2003 crea Don Chisciotte, ovvero il Cavaliere della Fantasia, su musiche di A. Vivaldi e brani originali di Marco Schiavoni. Lo spettacolo dal novembre ad oggi ha visto più di 150 rappresentazioni, circuitando nei più prestigiosi Festivals e Teatri italiani. Il nuovo lavoro, Hora Zero-Contemporary Tango, il cui estratto ha già debuttato al Festival Adda Danza, verrà presentato in prima nazionale nel Gennaio 2010 al Festival Civitanova Danza. Come maestro e coreografa presta la propria opera in numerosi corsi di perfezionamento per danzatori, tra cui quello per l’AterBalletto nel 1999, e di formazione per coreografi per l’organizzazione di Daniele Cipriani. Dal 1997 ad oggi collabora stabilmente con la Scuola del Teatro dell’Opera di Roma, prima sotto la direzione di Elisabetta Terabust, poi con Paola Iorio, in qualità di maestro ospite per la tecnica contemporanea e come autore, realizzando numerose creazioni.


OMAR AVITAL
Contrabbasista, compositore e arrangiatore israeliano, è uno strumentista straordinario, che ha saputo incorporare nel proprio stile svariate influenze etniche assorbite durante la sua formazione, coniugandole con delle spiccate doti jazzistiche in una cifra personale caratterizzata da grande vigore e drammaticità, per la quale è stato accostato da un critico come Ben Ratliff del New York Times a storici esponenti del contrabbasso jazz quali Charles Mingus e William Parker. Residente negli USA dall’inizio degli anni ’90, Avital ha suonato con importanti musicisti tra cui Roy Haynes, Al Foster e Kenny Garrett, oltre a essere stato uno degli animatori della nuova scena jazz sorta in quel periodo intorno allo Small’s, collaborando con future stars quali tra gli altri Mark Turner, Joshua Redman e Brad Mehldau. Il quintetto di questo tour italiano è composto da alcuni tra i più brillanti musicisti dell’attuale scena USA, tutti al pari di Avital in possesso di straordinari curricula: il trombettista Avishai Cohen ha collaborato tra gli altri con Dave Liebman, George Garzone e Bobby Watson, il sassofonista Joel Frahm ha suonato e inciso con Bill Charlap, Betty Carter e Brad Meldhau, il pianista Jason Lindner ha al suo attivo collaborazioni con Dave Holland, James Moody e Roy Hargrove, mentre il batterista Johnathan Blake ha collaborato tra gli altri con Tom
Harrell, Russell Malone e Kenny Barron.

LUCA NOSTRO
Come musicista si esibisce in varie formazioni (dal jazz, al pop, alla classica, alla bossa nova, fino al soul e Rhythm ‘n’ Blues) sia a proprio nome che di altri. Ha collaborato, tra gli altri con, Donny McCaslin, Dan Weiss, Francois Moutin, Antonio Sanchez, Scott Colley, Mark Turner, Tyshawn Sorey, Joe Sanders, John Escreet, Johnathan Stockhammer, David Moss, Aruan Ortiz, Piero Pelù, Lola Ponce, Francisco Mela, Lilli Greco, Mariano Rigillo, Roberto Cecchetto, Jean Deroyer, Donatienne Michel-Dansac, Flavio Tanzi, Antonio Caggiano, Michael Rosen, Massimo Moriconi, Aldo Bassi, Luca Bulgarelli, Maurizio Giammarco, Paolo Ravaglia, Antonio Caggiano, Johnatan Kane, Sandro Deidda, Susanna Stivali, Umberto Forentino, Tassili Bond, Rhys Chatham, Glenn Branca, Slawomir Kurkiewicz, Radek Nowicki, Marcela Szurkalo, Pablo Moyano, Francesco Puglisi, Stefano Cantarano, Cristiano Lui, Massimo Fedeli, Riccardo Pellegrino, Cristal White, Renato Serio, Andy Gravish, Sandy Muller, Alessandra d’Andrea, Nicola Angelucci, Carlotta Proietti, Lorenzo Feliciati, Claudia Arvati, Michael Supnik, Massimo Davola, Andrea Avena, Fabrizio Cardosa. Come compositore ha collaborato spesso con artisti visivi e attori di teatro quali Mino Trafeli, Martha Colburn, Ilir Zefi, Stefano Tonelli, Fabiana Yvonne Lugli, Luigi Mezzanotte e Carlo Ragone. Si è esibito in alcuni tra i più importanti clubs e teatri d’Italia, come la Casa del Jazz e l’Ambra Jovinelli a Roma e il Blue Note a Milano, e all’estero, come il Teatro Wytwornia a Varsavia. Partecipa al Festival Summer Jazz Days a Varsavia. Come membro del Consiglio Direttivo di Percentomusica, idea e presenta il progetto YOU ME, organizzato dalla Percentomusica insieme alla Fondazione e Jazzarium di Varsavia e alla International Association of Schools of Jazz dell’Aja, progetto che ha ricevuto un grant dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Cultura UE 2007 2013 e nel quale riveste il ruolo di Project Coordinator.

JOHN ESCREET
John Escreet trae la sua formazione musicale da New York, dove emerge come uno dei pianisti più creativi e originali della scena musicale. E’ leader del gruppo ‘ John Escreet Project’ che viene descritto dal New York Times come “una band superba” e che presenta alcuni tra i più interessanti talenti sulla scena jazz di New York: David Binney (sassofono contralto), Ambrose Akinmusire (tromba), Matt Brewer (contrabbasso) e Nasheet Waits (batteria). E’ con questo gruppo che registra il suo secondo album ‘Non Fight The Inevitable’, rilasciato nel giugno 2010, che rapidamente riceve il plauso della critica. Prima di questo, il disco di debutto ‘Consequences’ del 2008 riceve analoga attenzione e lodi da parte di musicisti e critica. Il terzo album “Escreet” viene registrato nel 2010 con il quartetto che vede Binney al sax alto ed elettronica, Wayne Krantz alla chitarra e Marcus Gilmore alla batteria. Il tocco conferito al suono è rivoluzionario, in quanto John dispone di una sezione d’archi, fiati, percussioni, elettronica e altro ancora. John ha anche lavorato come sideman in gruppi guidati da Antonio Sanchez, Ambrose Akinmusire, Adam Rogers, Robin Eubanks, Tyshawn Sorey, Donny McCaslin, e molti altri. Oggi si può sicuramente affermare John Escreet ha da tempo superato la sua reputazione di artista “up-and-coming”, emergendo come uno dei pianisti e compositori più importanti sulla scena musicale contemporanea.


ROY HARGROOVE
Il trombettista Roy Hargrove è considerato uno dei più autorevoli trombettisti jazz al mondo, un artista che attraverso i suoi progetti si è creato una invidiabile reputazione tra addetti e lavori e pubblico, ritagliansosì così un ruolo di primo piano tra i grandi maestri del jazz contemporaneo. Nato a Waco, il 16 ottobre 1969, Hargrove fece il suo ingresso nel mondo del jazz che conta grazie a Winton Marsalis che ascoltandolo ne rimase affascinato. Una discografia di tutto rispetto quella del musicista americano, che attraverso le formazioni più disparate (quartetti, quintetti, nonetti e una big band), e una produzione discografica che vanta 17 album da leader e una lunga serie di lavori registrati come co-leader o special guest si è accreditato nel firmamento delle grandi stelle del jazz, ottenendo innumerevoli riconoscimenti
internazionali tra cui due Grammy Award. Una conoscenza enciclopedica della tradizione, una genialità che gli ha permesso di scrivere pagine fondamentali della storia del jazz moderno, attraverso un linguaggio unico e personale ed una voglia di sperimentare e di mettersi in gioco che lo ha portato ad avventurarsi -con risultati eccelsi -in territori lontani dal suo, la sua band RH Factor ne è la testimonianza. Sterminate le sue collaborazioni nel mondo della musica, oltre gli stili e i generi: da D’Angelo fino ad Erykah Badu passando per Steve Colemana, Joe Henderson, Stanley Turrentine, Johnny Griffin, Redman, Branford Marsalis e molti altri. Roy Hargrove oggi è senza dubbio il trombettista contemporaneo che meglio incarna la capacità di combinare la tradizione e la tendenza a oltrepassare i limiti stilistici del jazz. Con il quintetto che approderà alla Casa del Jazz, Hargrove si muove in vigorosi territori hard bop, tra standards e musica originale.

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