Roberto Fabbri

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Roberto Fabbri

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Roberto Fabbri è nato a Roma nel 1964. Concertista, compositore, autore e didatta, ha compiuto, con il massimo dei voti, gli studi chitarristici presso il Conservatorio di Musica “S. Cecilia” di Roma.

Riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori esponenti della chitarra classica contemporanea, Fabbri alla carriera concertistica ha da sempre affiancato una notevole attività editoriale, collaborando con numerose case editrici (Anthropos, Berben, Playgame, EMR, Warner Bros, Carisch). Le sue oltre 30 pubblicazioni per chitarra sono tradotte in cinque lingue, compreso il cinese, e distribuite in tutto il mondo dalla prestigiosa casa editrice italiana Carisch. Tiene regolarmente concerti e masterclasses, insieme a prestigiosi nomi del panorama chitarristico internazionale, nei più importanti festival chitarristici e nelle più note sale concertistiche d’Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia ed Asia. E’ testimonial ufficiale della prestigiosa liuteria Ramirez.

 

Roberto Fabbri

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Roberto Fabbri è nato a Roma nel 1964. Concertista, compositore, autore e didatta, ha compiuto, con il massimo dei voti, gli studi chitarristici presso il Conservatorio di Musica “S. Cecilia” di Roma.

Riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori esponenti della chitarra classica contemporanea, Fabbri alla carriera concertistica ha da sempre affiancato una notevole attività editoriale, collaborando con numerose case editrici (Anthropos, Berben, Playgame, EMR, Warner Bros, Carisch). Le sue oltre 30 pubblicazioni per chitarra sono tradotte in cinque lingue, compreso il cinese, e distribuite in tutto il mondo dalla prestigiosa casa editrice italiana Carisch. Tiene regolarmente concerti e masterclasses, insieme a prestigiosi nomi del panorama chitarristico internazionale, nei più importanti festival chitarristici e nelle più note sale concertistiche d’Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia ed Asia. E’ testimonial ufficiale della prestigiosa liuteria Ramirez.

Nel Febbraio 2009 ha aperto come solista il concerto di Ennio Morricone all’arena di Belgrado (20.000 posti).

Nel 2010 ha ricevuto, come primo e unico chitarrista-compositore italiano, il prestigioso riconoscimento “Socio de Honor” al “Festival Internacional Andrés Segovia” di Madrid, e il “Premio Speciale Didattica 2010” della casa editrice Carisch per oltre 150.000 copie vendute dei suoi libri. Roberto Fabbri si conferma come l’unico chitarrista italiano che sia riuscito a far conoscere, apprezzare e utilizzare la propria metodologia chitarristica a livello mondiale, in particolare in Spagna, paese che rappresenta al meglio lo strumento a sei corde.

Nel 2010 esce il suo cd solistico “Beyond” prodotto dalla “Bollettino Edizioni Musicali” per EGEA music, contenente 14 sue composizioni e 6 trascrizioni di brani di Giovanni Allevi, che ottiene subito un notevole successo e porta all’attenzione del grande pubblico le sonorità della chitarra classica. E’ invitato più volte come concertista in trasmissioni nelle reti nazionali RAI e Mediaset.

Il “Festival Internacional Andrés Segovia” di Madrid, di cui è Presidente Onorario il Principe Felipe de Asturias, ha commissionato a Roberto Fabbri un concerto per Chitarra e orchestra per l’edizione che si terrà nell’ottobre 2012 e che sarà dedicata alle celebrazioni dei 25 anni dalla scomparsa del grande chitarrista spagnolo Andrés Segovia.

La più autorevole rivista di settore americana Soundboard ha scritto di ROBERTO FABBRI:
“Egli è fiammeggiante e tecnicamente sorprendente, sicuramente un piacere per il pubblico. Le sue composizioni variano da quelle spudoratamente belle fino a quelle estremamente esuberanti ed infuocate, spesso con una sensibilità pop”.

E’ direttore artistico dell’Accademia “Novamusica & Arte” di Roma da lui fondata nel 1986, nonché del “Festival Internazionale della Chitarra Città di Fiuggi” dal 2007 e del “Rieti Guitar Festival” dal 2011. Insegna chitarra classica presso il Conservatorio di musica “Ottorino Respighi” di Latina e presso l’Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale “Giulio Briccialdi” di Terni.

 

1. Tu hai suonato tanto all’estero, quali sono le maggiori differenze che hai notato in relazione all’insegnamento della cultura musicale nelle scuole?

Sono appena tornato da un festival in una splendida cittadina del Montenegro: Herceg Novi, ebbene questa piccola città ha una splendida scuola di musica comunale, come praticamente tutte quelle dei paesi della ex Yougoslavia, Bielorussia e più in generale dei paesi dell’est. Questo denota una particolare attenzione dello stato per la cultura che si tramuta quindi in un livello di conoscenza musicale più elevato rispetto al nostro e di conseguenza una adesione maggiore del pubblico agli eventi legati alla musica e a quella classica in particolare.RobertoFabbri2012_B

2. Tu sei direttore del Festival Internazionale della Chitarra di Fiuggi, quanto ti impegna questo ruolo e quanto è difficile organizzare un evento simile in Italia dove le istituzioni troppo spesso tendono a lavarsi le mani o a contribuire in modo insufficiente?

E’ naturalmente un grosso impegno, tenuto conto anche del fatto che non è certamente la mia attività principale. Il comune di Fiuggi ha però creduto da subito nell’importanza della manifestazione e ogni hanno ha rinnovato e incrementato il suo supporto per farla diventare sempre più bella ed articolata, quindi da questo punto di vista posso ritenermi fortunato.

3. Quale elisir proporresti per incentivare la passione per la chitarra classica e per sensibilizzare i programmi didattici delle scuole statali ad insegnare musica in modo costante e costruttivo?

Quello che ho profuso in tutta la mia didattica edita per Carisch (oltre quaranta libri e 150.000 copie vendute in dieci anni), quello della motivazione! Ho scritto diversi manuali di studio indirizzati ai diversi target di età (dai bambini ai ragazzi) ma anche aventi differenti finalità come nel caso dei mie testi per “amatori”. In generale ho costruito vari percorsi di studio che, se pur nel rispetto della tradizione didattica, hanno come obiettivo principale la gratificazione pressoché immediata di chi intraprende lo studio dello strumento chitarra, legata anche alla sua “contestualizzazione” che fa si che lo studente trovi all’interno del percorso didattico musiche che fanno parte anche del sentire quotidiano attraverso le radio e i media in generale: nei miei libri si trovano pezzi di Bach accanto a quelli dei Pink Floyd! Che male c’è? L’obiettivo è il raggiungimento di uno scopo: imparare a suonare uno strumento.

4. Come definiresti la tua musica?

La mia musica prende vita proprio da quello che ho appena detto. Credo molto nella contestualizzazione, ossia nella possibilità che anche uno strumento classico possa essere testimone dei tempi in cui si vive. Nel secolo scorso, come mai prima nella storia del mondo, abbiamo avuto un enorme sviluppo delle possibilità sonore con una nascita incredibile di stili e tendenze musicali diverse. Come può quindi un musicista ignorare tutto questo? E’ anacronistico che il musicista di estrazione classica faccia “riferimento” per le sue composizioni solamente alla scuola di Darmstad ed alla musica atonale per paura di non essere più “collocato” in un certo ambito accademico. Il futuro della musica classica è proprio nella capacità che avranno i nuovi compositori di far propri i diversi linguaggi e rileggerli attraverso la loro cultura di provenienza. Le mie musiche attingono al Jazz come al pop ma sono supportate dal rigore che mi viene dall’essere un chitarrista classico.

5. Parlaci del tuo ultimo lavoro “No Words” del quale è uscito anche il libro spartito prodotto dalla Carisch.

“No Words” racconta un sentimento: l’amore. E’ un racconto che, come dice il titolo non usa parole, ma passa semplicemente attraverso le corde della mia chitarra. Ai brani delicati ed evocativi si alternano quelli più irruenti e anche tecnicamente difficili come “Jumping” un tributo a Van Halen e alla sua Jump. Il libro uscito per l’editore Carisch, contenente tutti gli spartiti dei brani da la possibilità, ai chitarristi che lo desiderino, di suonare i miei pezzi. Devo dire che questo aspetto mi da particolari soddisfazioni, vedo su Youtube interpretazioni delle mie composizioni e alcuni concertisti oltre a eseguirli dal vivo li hanno anche incisi.

6. In questo contesto stai rilasciando un’intervista ad una rivista online che ha fatto di internet e della tecnologia la sua filosofia di vita. Tu cosa pensi dell’enorme potenzialità che un mezzo come internet offre ai giovani musicisti?

Internet ha sicuramente rivoluzionato il mondo di noi tutti, musicisti e non. In particolare per noi c’è poi il fatto di avere a disposizione un quantità di materiale da ascoltare, studiare impressionante, unita anche al fatto di poter veicolare la nostra musica in maniera immediata e ad un target potenzialmente immenso. Quando ero ragazzo non so cosa avrei dato per avere un mezzo del genere, non si trovava nulla specialmente se non era qualcosa di classico e pubblicato. Così non potevi far altro che trovare il vinile e poi ad orecchio tirarti giù il pezzo. Io studiavo chitarra classica, ma ascoltavo di tutto rock, jazz flamenco e così a volte volevo suonare queste musiche e come ho detto l’unica strada era avere tanta pazienza ed orecchio, devo riconoscere però che è stata un ottima scuola. Ora forse c’è il problema inverso, con molta a volte troppa informazione è difficile per un giovane che si accosta allo studio di uno strumento capire cosa ascoltare o quali indicazioni didattiche trovate su internet siano valide e quali no. Ecco quindi come un ottima rivista on line come la vostra può fare la differenza aiutandoli e consigliandoli nelle loro scelte.

7. Qual è l disco che non deve mai mancare nella tua collezione personale e che porti sempre con te?

J. S. Bach i concerti brandemburghesi.

8. Sui quali progetti stai attualmente lavorando?

In ottobre uscirà il mio nuovo cd, in questo lavoro si alterneranno brani inediti di chitarra sola alternati a quelli per quartetto di chitarre, conterrà poi un concerto per chitarra e archi, che mi è stato commissionato dal “XXVI Festival Internacional de Guitarra Andres Segovia” di Madrid per commemorare i 25 anni dalla scomparsa del grande maestro spagnolo e che eseguirò in prima esecuzione mondiale nella capitale spagnola il prossimo 26 ottobre. Il titolo è “Fantasia sin palabras” ed è costituito da sei movimenti con temi tratti dal cd “No Words”.

9. Un saluto per i lettori di www.guitar-nbass.com?

Si Buona chitarra a tutti!!!

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